La Storia

La Biblioteca Nazionale di Potenza è stata istituita con il decreto del 18 dicembre 1974 come Sezione Staccata della Biblioteca Nazionale di Napoli. Essa inizialmente fu sistemata nel Collegio E.N.A.O.L.I. Nel luglio 1978 fu accettata la disponibilità da parte del Preside del Liceo Ginnasio Q. O. Flacco di accogliere provvisoriamente il Fondo istitutivo “Giuseppe Viggiani” negli ambienti della scuola. Nel 1981 fu spostata nel Palazzo del Seminario Pontificio Regionale in Viale Marconi n.104. Riconosciuta autonoma con D.P.R. 20 giugno 1984, n. 563, la Biblioteca Nazionale di Potenza fu inaugurata l’8 dicembre 1985. La nuova istituzione fu costretta a interrompere il servizio di pubblica lettura, riducendo la propria attività, a causa dei danni che subì per gli eventi sismici del 26 maggio 1991. Poiché la struttura non era in grado di offrire sufficienti garanzie per l’incolumità delle persone e per la conservazione dei beni, si ritenne necessario recuperare un’altra area per ospitare la Biblioteca e gli altri uffici periferici del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Nacque così un progetto pilota denominato “Cittadella dei Beni Culturali – Progetto Cultura”, che prevedeva la costruzione di un’idonea sede per accogliere la Biblioteca Nazionale, l’Archivio di Stato di Potenza, la Soprintendenza Archivistica della Basilicata, la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici, la Soprintendenza Archeologica e la Sezione Distaccata di Potenza della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata con sede in Matera. Fallito anche questo tentativo, si cercò di aprire una nuova trattativa con il Comune di Potenza per l’acquisizione di Palazzo Loffredo, che poteva accogliere degnamente la Biblioteca. Infine, svanita anche quest’idea, la Direzione della Biblioteca Nazionale di Potenza ritenne di dover cercare un locale di proprietà dei privati e l’unico edificio, che per le caratteristiche strutturali, poteva essere adibito a nuova sede della Biblioteca Nazionale fu il Palazzo Giuzio. La trattativa, iniziata l’11 ottobre 1990, si concluse il 23 dicembre 1993, con la firma del contratto di locazione che ha consentito l’utilizzazione dei locali di Palazzo Giuzio dal 1 maggio 1994. Dopo oltre vent'anni di permanenza nella sede di via del Gallitello, il direttore della Biblioteca Nazionale e il Presidente della Provincia di Potenza di allora, valutarono positivamente l'idea di poter unire le due grandi istituzioni bibliotecarie della città di Potenza, nella stuttura appena ultimata dalla Provincia, nel rione Santa Maria. Finanziato in parte dal MiBACT, per una spesa complessiva di 6,5 milioni di euro e costruito dalla Provincia di Potenza con le più moderne tecniche costruttive sul piano sismico e dell’efficienza energetica, l’edificio ha aperto per la prima volta le sue porte il 14 ottobre 2017, in occasione della firma del Protocollo d’intesa tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Basilicata e la Provincia di Potenza, che ha decretato la nascita di quello che fu battezzato Polo culturale integrato del territorio. L’individuazione di un’inedita forma integrata di gestione e valorizzazione del patrimonio bibliografico nazionale e provinciale, cui si aggiungono gli spazi espositivi della Pinacoteca provinciale per le mostre di arte contemporanea, ha posto le basi per un arricchimento dell’offerta culturale e per una migliore fruibilità del patrimonio librario, a fronte di una significativa razionalizzazione dei costi. Dopo un anno esatto dalla stipula del Protocollo di intesa, l’edificio ha riaperto le sue porte al pubblico in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, durante le quali ben 1.300 persone hanno scoperto i diversi ambienti della biblioteca, impreziositi da una mostra bibliografica e pittorica approntata per l’occasione. Dall'estate 2019 sono cominciate le complesse operazioni di trasloco delle due biblioteche nella nuova sede di via Don Minozzi. In attesa di poter inaugurare ufficialmente il nuovo polo bibliotecario di Potenza, mettendo a disposizione le tantissime risorse documentarie già allocate (volumi, periodici, incunaboli, cinquecentine, manoscritti, mappe, stampe, fotografie, audiovisivi, libri per bambini e per ragazzi, fumetti, giochi da tavolo) si è deciso di rilanciare e potenziare i servizi online, offrendo a tutti gli utenti della Basilicata la possibilità di accedere a decine di migliaia di risorse digitali.