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Se tu fossi qui

 

Autore: Ammirati Maria Pia

Editore: Cairo

Anno: 2010

se-tu-fossi-quiDopo lo splendido racconto uscito nella raccolta degli Inediti del Corriere, grande era la mia curiosità e attenzione di leggere il romanzo, candidato al Campiello e vincitore del Premio Basilicata, Se tu fossi qui di Maria Pia Ammirati. Devo subito confessare la delusione. Una coppia all'apparenza felice con due bambine. La morte improvvisa della moglie scatena nell'uomo una serie di riflessioni sulla loro vita insieme, che vengono amplificate dallo scoprire sul cellulare della moglie una serie di messaggi, chiaramente confidenziali e amorevoli, di un misterioso A.R. La scoperta dell'amante svelerà i silenzi e le incomprensioni che regnavano nella coppia. L'ottica è quella egoistica, snervante e urticante del marito, Matteo, che inseguendo i propri fantasmi dimentica le figlie, il loro dolore, il loro bisogno di una figura di riferimento, lasciando che vengano portate via da un'amica della moglie, per poi raggiungerle appena possibile. Anche la figura femminile, Luisa, appare superficiale, di una pignoleria e perfezione apparente che nasconde una grande incomunicabilità con il marito. La figura dell'amante, con la quale la scrittrice ha cercato di creare una suspense con effetto a sorpresa, risulta banale e conformistica. Il quadro che viene fuori è il fallimento di una giovane famiglia, che il dolore la malattia la caducità della vita le fragilità non compattano, ma servono al contrario da detonatore di incomprensioni e solitudini. Luisa che pure dovrebbe avere dei tratti positivi, risulta un personaggio fallimentare proprio nell'incapacità di comunicare e condividere con il marito progetti e speranze, mentre con gli altri riesce a creare gradi intensi di intimità (come con la suocera dal destino travagliato). Matteo è un uomo egoista e solitario, che non riesce neanche di fronte al dolore e alla perdita a divenire consapevole dei propri limiti e delle proprie responsabilità, infantile e a tratti capriccioso, alla continua ricerca di un punto di riferimento, spesso femminile (la suocera, la sorella, la nuova badante), con cui risarcire l'assenza di una figura materna calda e protettiva. La scrittura risente di eccessiva semplificazione, scarna, certo efficace, ma senza particolare maestria, forse troppo ammiccante nei confronti del lettore con l'essere scorrevole e piana. L'unico pregio di un libro simile è l'aiutare a riflettere su atteggiamenti che, pur essendo sbagliati, possono essere naturali e sottaciuti, portare il lettore attento, che non si lasci abbindolare da una trama scorrevole e fluida, a meditare sull'incomunicabilità propria e di coppia con le sue conseguenze.